Alcuni adesivi pro Palestina sono apparsi oggi a Torino, incollati a terra, vicino alle pietre d’inciampo che ricordano i caduti per l’Olocausto. In particolare gli adesivi, delle stesse dimensioni delle pietre, sono stati incollati in via Baretti, nel quartiere di San Salvario, dove si trovano sette pietre che ricordano la vita di alcuni ebrei deportati da Torino e assassinati nel campo di sterminio di Auschwitz.
A Torino, prima della guerra viveva una comunità ebraica di oltre quattromila persone. Con le leggi razziali del 1938 furono escluse dalla scuola, dal lavoro e dalla vita civile. Dopo l’armistizio del 1943 e l’occupazione nazista, cominciarono arresti e rastrellamenti: 246 ebrei torinesi furono deportati, soprattutto ad Auschwitz, e solo 21 riuscirono a tornare. Tra loro anche Primo Levi, che da quella esperienza trasse la sua testimonianza.
La città ricorda quelle vittime anche con le pietre d’inciampo, piccole targhe di ottone collocate davanti alle abitazioni da cui furono portati via. La scelta di apporre questi adesivi con le scritte “Stop al Genocidio. Palestina libera” vicino alle pietre sembra inserirsi in un contesto, pur frammentato, di azioni che prendono di mira gli ebrei italiani in questa delicata fase. In questo caso, nel mirino ci sono i morti di Auschwitz.







