Milano, 3 ott. (askanews) – Le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative del turismo scolastico – AIAV CNA, Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, ASTOI Confindustria Viaggi, Fto Confcommercio e Maavi Conflavoro PMI – lanciano un forte allarme sul futuro dei viaggi d’istruzione, che comprendono scambi culturali, percorsi PCTO, mini stay per lo studio delle lingue e altre attività ad alto valore formativo, a carattere nazionale ed europeo, e che coinvolgono ogni anno circa 5 milioni di studenti, per un valore stimato di 1,5 miliardi di euro e oltre 18 milioni di presenze turistiche (dati rielaborati su fonti MePA e PagoPA).
Le imprese del settore e i dirigenti scolastici si trovano oggi di fronte a una situazione paradossale e insostenibile: la confusione interpretativa sull’applicazione del Codice degli Appalti, l’ipotesi di affidare in futuro agli uffici scolastici regionali il ruolo di stazioni appaltanti qualificate e il nuovo bando Consip rischiano di trasformare i viaggi di istruzione in procedure di gara ingestibili, con conseguenze pesantissime per istituti e famiglie.
Le principali criticità individuate: Blocco delle attività in avvio del nuovo anno scolastico: la deroga ANAC per i viaggi di istruzione, scaduta lo scorso 31 maggio, era stata pensata come soluzione transitoria per consentire la definizione di nuove regole e la formazione del personale. Ad oggi appare evidente che le soluzioni individuate non sono adeguate e che tali attività non saranno completate prima del 2026. Tempi incompatibili con il mercato turistico: voli, hotel e servizi applicano tariffe dinamiche che cambiano quotidianamente; attendere mesi per la conclusione di una gara significa perdere la disponibilità dei servizi e le migliori condizioni economiche, senza dimenticare i maggiori costi delle stazioni appaltanti che ricadrebbero su famiglie e studenti. Un bando Consip sbagliato: concepito con logiche proprie del business travel, introduce criteri come il “minor utile aziendale” o il “mark-up” sui singoli servizi. Si tratta di meccanismi estranei alla natura dei viaggi d’istruzione, che sono pacchetti turistici unitari a valenza formativa. Il rischio concreto – anzi, una certezza – è l’alterazione del mercato attuale, l’esclusione delle agenzie specializzate radicate sul territorio e l’aumento dei costi per le famiglie, con un drastico calo delle opportunità di viaggio per gli studenti.






