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Redazione Scuola
Avviata la formazione dei funzionari che dovranno gestire gli appalti in modo centralizzato negli uffici scolastici regionali. Interviene Consip, ma fino a gennaio la piattaforma per gli acquisti non sarà pronta
Gite scolastiche a rischio per quest'anno scolastico. Non solo per i costi che crescono e perché è sempre più difficile trovare prof accompagnatori. Come è previsto dalle norme dell'Anac, l'autorità anticorruzione, anche le scuole devono d'ora in poi adeguarsi alle nuove regole finanziarie che indicano per spese superiori ai 140 mila euro una procedura di appalto centralizzata. Lo scorso anno il ministero aveva ottenuto una deroga per l'impossibilità di essere pronti a gestire, nei singoli istituti, tutte le incombenze previste per queste spese. Ma quest'anno si devono introdurre i nuovi criteri.
I tempi e i ritardi Che il cambio sia farraginoso e complesso lo sanno anche al ministero dove infatti dallo scorso maggio hanno cominciato la formazione di 60 funzionari degli uffici scolastici regionali - che diventano stazioni appaltanti - in materia di procedure di acquisto ad evidenza pubblica. Entro la fine del mese verranno selezionati altri 161 funzionari dedicati ad occuparsi delle procedure di acquisto. Ma non basta e i tempi sono ormai troppo stretti per finire la formazione in tempo utile. Infatti almeno per quest'anno scrive il ministero ai presidi «nelle more del completamento del processo di rafforzamento degli Usr, e di organizzazione del nuovo sistema delle procedure d’acquisto per le Istituzioni Scolastiche e Educative Statali da parte di questi ultimi», sarà direttamente la Consip (la centrale acquisti della pubblica amministrazione) a sviluppare «un sistema di approvvigionamento volto a individuare operatori economici qualificati che consentirà l’incontro tra domanda e offerta». Tutto questo però sarà operativo solo dal nuovo anno, un po' tardi per programmare i viaggi di istruzione che richiedono comunque qualche mese di preparazione. In attesa della piattaforma, le scuole potranno richiedere il supporto «delle stazioni appaltanti qualificate operanti nei territori regionali di riferimento». C'è da immaginare che non lo faranno in molti.







