MILANO. «I dazi non fermeranno la globalizzazione. Certo, sono un ostacolo al commercio, ma di secondaria importanza». È quanto afferma Daniel Gros, direttore dell’Institute for European Policymaking dell’Università Bocconi di Milano e consulente del Parlamento europeo. In passato ha fatto parte di organi consultivi di alto livello per i governi francese e belga e ha fornito consulenza a numerose banche centrali e governi, tra cui Grecia, Regno Unito e Stati Uniti, ai massimi livelli politici. Sabato 4 ottobre (alle 15.45 in Sala Tobino) interverrà al Pianeta Terra Festival di Lucca, durante un incontro a cura di Sofidel.

Che cosa sta emergendo a sei mesi dal Liberation Day di Trump?

«Al momento non si registrano effetti particolarmente negativi sui flussi commerciali. La valutazione non è semplice. Per ora i dati mostrano un aumento delle esportazioni verso gli Stati Uniti, compreso l’export europeo. Un rialzo che, almeno in parte, è stato determinato dalla corsa delle imprese americane ad anticipare l’entrata in vigore delle tariffe. Si tratta dunque di un fenomeno temporaneo, che non ha prodotto in seguito un calo corrispondente dei volumi. Questo lascia supporre che l’impatto sui commerci non sarà significativo, né a livello bilaterale né globale, a condizione però che altri Paesi non decidano di seguire l’esempio americano introducendo nuove barriere tariffarie. È qui che si gioca la vera partita: evitare un’escalation protezionistica».