Una guerra che arriva in casa, in Europa. Di cui l’Ucraina è solo l’antipasto. «Siamo tutti in pericolo. I più avanzati missili russi possono colpire Amsterdam, Londra, anche Roma». Non è un allarme qualsiasi. Arriva da Mark Rutte, il segretario generale della Nato, dal centro congressi che a Copenaghen ospita il vertice della Comunità politica europea. Bisogna stringere lo zoom su questo summit sulle rive del Baltico per toccare con mano il clima che si respira nelle cancellerie europee. E la tensione che da queste parti, a poche miglia dal confine russo, si taglia col coltello. «I vettori di nuova generazione russi non possono essere intercettati con i nostri sistemi antimissile tradizionali, sono un gravissimo pericolo - ammonisce il capo dell’Alleanza atlantica ai microfoni del Tg1 - siamo tutti sul fronte orientale, non solo l’Estonia o la Romania, ma anche l’Italia».
Soffia un vento gelido sui canali e i vicoli in pietra della capitale danese, blindata da cima a fondo per la due giorni del summit europeo. Ieri a serrare i ranghi è stata la Comunità politica europea (Cpe), il format che riunisce più di quaranta Stati, dai Paesi membri Ue agli alleati sul fianco orientale. E sui lavori del summit è ancora una volta aleggiato il fantasma di uno scontro bellico con la Russia. A dargli corpo, di nuovo, la padrona di casa Mette Frederiksen. «Deve essere chiaro a tutti che la Russia è una minaccia non solo per l’Ucraina ma per tutti in Europa», il monito in apertura dei lavori. «La Russia non si fermerà finché non sarà costretta a farlo» rincara la leader danese di fronte ai suoi ospiti. Fra loro, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, addosso la mimetica nera d’ordinanza. Dal Cremlino, che ha i riflettori puntati sul conclave dei rivali in Nord Europa, la risposta non si fa attendere. Fra sberleffi e minacce per nulla velate. «Calmatevi e pensate ai vostri problemi» tuona Vladimir Putin dal palco del Valdai a Sochi, la kermesse di politica internazionale che ogni anno offre un pulpito d’eccezione allo zar russo. Un attacco diretto all’Europa? «Sciocchezze, non ci credono nemmeno loro» replica lo “zar” a Rutte e Frederiksen. Salvo avvisare subito dopo che il governo russo prenderà «misure convincenti» per rispondere al riarmo della Nato.







