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Il presidente ucraino: "Solo Trump può fermarlo". Allarme aereo mentre il leader della Nato era a Kiev
Pronti a trattare ma non a qualunque condizione. La linea di Kiev non cambia e, incassato l'appoggio totale di Unione Europea e Nato e quello, almeno parziale e sempre un po' ondivago degli Stati Uniti di Trump, resta di attesa. Tocca alla Russia fare un passo e le intenzioni di Mosca si sono palesate, per l'ennesima volta, anche ieri, quando un allarme aereo è suonato a Kiev mentre nella capitale ucraina è arrivato in visita il segretario generale della Nato Mark Rutte. Migliaia di civili sono fuggiti nei rifugi per il timore dell'arrivo di missili balistici, proprio poco prima della conferenza stampa congiunta tra Rutte e Zelensky.
Il leader ucraino e quello dell'Alleanza hanno ribadito i passi necessari per arrivare a quella che a più riprese è stata definita una "pace giusta", che finora sembra lontana. "La Russia è l'aggressore, loro ci hanno attaccato, non so di quale garanzie Mosca abbia bisogno, non capisco", ha detto Zelensky, tornato poi ad appellarsi al presidente Usa Trump. "Il presidente degli Stati Uniti è l'unica persona che può fermare oggi Putin. Non abbiamo accordi con i russi, stiamo negoziando con il presidente Trump e abbiamo concordato che è giusto procedere in una direzione diplomatica". Zelensky ha confermato la linea di Washington, di disimpegno soltanto parziale. "Stiamo parlando di un incontro trilaterale, che è necessario. Poi ha avuto contatti con la parte russa e ha detto: Prima facciamo un percorso bilaterale. E questa è la proposta dei russi, ha detto... E poi uno trilaterale", smentendo di fatto la narrazione di Lavrov che ha chiuso a un possibile incontro Putin-Zelensky.






