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Volodymyr: "Pronti a lavorare alla proposta Usa". Putin: "La leadership di Kiev siede sul water d'oro"
Il presidente ucraino Zelensky cammina su un filo sottile come una lama pur non avendo le stimmate dell'equilibrista. Ogni parola con Trump sul nuovo piano di pace statunitense potrebbe essere un passo falso, un cedimento fatale. Deve trattare con cautela, consapevole che un solo errore peserebbe sulle vite di milioni di persone. Tra aperture ufficiali e dissensi interni, quello che ha i connotati di un passo verso la diplomazia si è già trasformato in un campo minato di giudizi durissimi, parole che suonano come campanelli d'allarme e dubbi sulla reale volontà del Cremlino.
Zelensky si è mostrato aperto alla possibilità di parlare con Trump del nuovo piano, ma all'interno del suo stesso governo il giudizio sulla proposta è stato senza appello: "oscena", "assurda", "inaccettabile". In altre parole, il presidente ucraino sembra pronto a discutere, ma non senza condizioni, mentre il suo entourage mette già in chiaro i limiti di ogni compromesso. E Vladimir Putin attacca la leadership di Kiev: "Siede su water d'oro, non pensa ai soldati", dice riferendosi allo scandalo corruzione emerso di recente.






