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Ultimo aggiornamento: 7:45
di Tareke Brhane*
Sono passati dodici anni dal naufragio del 3 ottobre 2013, quando davanti a Lampedusa morirono 368 persone. Dodici anni durante i quali abbiamo provato a trasformare quel dolore in memoria, quella memoria in coscienza collettiva, quella coscienza in cambiamento politico. Ma a dodici anni di distanza dobbiamo constatare che, salvo poche eccezioni, poco è cambiato se non il numero dei morti.
La XII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza ha portato a Lampedusa centinaia di giovani da tutta Italia ed Europa, insegnanti, studiosi, famiglie delle vittime, sopravvissuti e cittadini comuni. Sono arrivati per imparare, condividere storie, ricordare i nomi, interrogarsi sul presente e sul futuro delle migrazioni. Hanno attraversato l’isola con i loro passi e la loro curiosità, hanno ascoltato testimonianze, partecipato a laboratori, discusso di diritti umani e giustizia. Ma ancora una volta le istituzioni italiane ed europee hanno scelto di non esserci.






