Un affaire eclatante sta agitando le cronache di moda e costume d’oltralpe. Shein, il colosso cinese dell’e-commerce che esporta in tutto il mondo capi d’abbigliamento prodotti a tonnellate e a prezzi stracciati, ha ottenuto i suoi primi spazi di vendita fisici in Francia. Proprio nel Paese che ha fatto strada, a livello normativo, nella condanna all’ultra fast fashion.

Nato nel 2012 a Canton, oggi con sede a Singapore, Shein era già arrivato in Europa con diversi pop-up store, quindi non in maniera permanente. Stavolta invece, riportano i media francesi citando il presidente esecutivo del gruppo Donald Tang, la strategia è cambiata. Il 5 novembre ha inaugurato il più in vista dei nuovi negozi di Shein nel cuore pulsante dello shopping parigino, il quartiere del Marais. Il Bazar de l’Hôtel de Ville, istituzione tra i grandi magazzini cittadini, conosciuto come BHV, accoglie ora al sesto piano un “corner” da 1200 metri quadri di ultra fast fashion. Una rivoluzione non propriamente silenziosa.

Sulla questione, Parigi è divisa. Da una parte, gruppi cospicui di manifestanti si stanno accalcando davanti al department store, a due passi dall’amministrazione capitolina (che ha sede nell’Hôtel de Ville, per l’appunto), spesso mossi dagli stessi politici al governo. L’indignazione per l’apertura di Shein al BHV è salita alle stelle, infatti, da quando è emerso che sull’e-commerce, tra i tantissimi articoli in vendita, si può trovare anche del materiale pedopornografico (bambole gonfiabili) o armi illegali. Il gigante cinese promette di aver rimosso gli articoli dello scandalo, ma la mossa non è servita a placare le polemiche e il premier francese Sébastien Lecornu ha annunciato la sospensione della piattaforma online di Shein in Francia. Non ha potuto, però, bloccare l’inaugurazione dello spazio fisico, dove al contrario in tanti, curiosi e fan del marchio, spesso sono accorsi da fuori città e si sono messi in fila per vedere e acquistare. Per loro, l’unica fonte di delusione sono i prezzi dei capi, più alti rispetto al sito. Frédéric Merlin, a capo della Société des Grands Magasins sotto cui ricade il BHV, ha fatto sapere che è stata applicata una selezione degli abiti in vendita sulla base del pubblico del Marais. Non si tratta, quindi, in effetti dei più economici di Shein ma non sarebbero più costosi, rispetto al sito.