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Giorgio Terruzzi

Ingegnere, dirigente appassionato e uomo di grande visione, è stato protagonista negli anni della Lancia di Fiorio. Poi ha guidato la ricostruzione Ferrari e progettato i motori per le Aprilia Superbike di Biaggi

Pacato, talvolta sin troppo; poche parole, molta riflessione, i toni e i modi da signore dentro un mondo travolgente; una carriera che ha attraversato ogni ambito del motorismo ad alto livello. È scomparso Claudio Lombardi, da Alessandria, data di nascita 12 maggio 1942, laurea in ingegneria a Bologna, ingresso a razzo nel Gruppo Fiat per studiare la relazione tra motore e gas di scarico allo scopo di ridurre le emissioni. Una vocazione ecologista che l’ha accompagnato per l’intera vita anche sul fronte politico: consigliere della Provincia, del Comune, presidente della commissione sicurezza e ambiente attiva nella sua città, convinto esponente di Legambiente.

Il tutto occupandosi di potentissimi motori, protagonista della straordinaria avventura Lancia nel Mondiale Rally tra il 1975 e il 1990, con Cesare Fiorio al comando della squadra vincitrice di tre titoli filati con la leggendaria Delta Integrale, sorella maggiore della potentissima Delta S4. Promosso team manager del team, ha ricoperto l’incarico sino al 1991 quando proprio Fiorio lo chiamò in Ferrari, intesa come Formula 1. Direttore sportivo del Cavallino dopo l’uscita del suo mentore, tornato al reparto tecnico una volta ceduto l’incarico ad Harvey Postlethwaite. Missione: ristrutturazione competa del reparto motoristico, apertura di una relazione fitta con il Centro Ricerche Fiat. Per la Ferrari lavora sino al 1999 dedicandosi negli ultimi anni alle GT del Cavallino, quindi Aprilia per sviluppare i propulsori sia delle moto da competizione, sia dei mezzi stradali. È sua la firma sul motore della «RSV4» che vincerà 3 titoli Superbike con Max Biaggi nel 2010 e 2012, con il francese Syilvain Guintoli nel 2014.