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Ultimo aggiornamento: 15:32

Global Sumud Flotilla evoca in me più o meno coscientemente, ma con forti riverberi inconsci, il concetto di martirio. Quando parlo di inconscio intendo una parte della mente che opera al di fuori della coscienza che però fornisce alla parte mentale che conosciamo spunti emotivi, sensitivi e brandelli di ragionamento sfuggenti.

Cosa è il martirio? Si tratta di una parola spesso usata a sproposito ma nella sua vera essenza, derivante dal greco, trae il significato dai termini testimone e testimonianza. Chi si sottopone al martirio lo fa per testimoniare una verità. I punti cruciali che risultano necessari sono: 1. Che la persona o le persone siano consapevoli del fatto che attraverso la loro testimonianza esiste il rischio o la certezza della morte, 2. Che accettino questo rischio e anzi rifiutino ogni possibilità di evitarlo se questo significa rinunciare alla propria verità, 3. Che effettivamente inducano gli aggressori a ucciderli perdendo in questo modo, attraverso questa aggressione, la loro forza morale. Il martire non si suicida ma si mette nelle mani del possibile carnefice per indurlo a mostrare il suo volto brutale e disumano. I martiri fanno molta paura ai potenti perché, smascherandoli, offrono al popolo la loro vera immagine. Spesso avviene che il popolo, in qualche modo, segua la bandiera issata dal martire per togliere il potere al potente che lo ha martirizzato.