L’ambiente costruito è un incubo per il clima. Produrre cemento, acciaio e plastica – i materiali che utilizziamo comunemente per costruire le nostre infrastrutture – emette grandi quantità di anidride carbonica. Se il cemento fosse uno Stato, sarebbe il quarto maggior emettitore mondiale di gas serra dopo Cina, Stati Uniti e India. Per questa ragione, ridurre l’impronta di carbonio dei materiali da costruzione è uno sforzo essenziale per la difesa del clima. Fra le soluzioni prese in considerazione, finora la più semplice ed efficace è sostituire il cemento con il legno. Edifici come l’Ascent Tower in Wisconsin, il Mjøstårnet in Norvegia o la torre HoHo a Vienna hanno dimostrato con successo le potenzialità delle costruzioni di legno in alternativa al calcestruzzo e all’acciaio. Ora anche a Milano si stanno costruendo due edifici con gli elementi strutturali di legno lamellare a strati incrociati (Xlam) nell’ambito del progetto Mind: una torre da 13 piani, Zenith, e una da 8, Horizon.

A Stoccolma un quartiere di legno

In Svezia, invece, si pensa più in grande: a Sickla, un’ex area industriale a Sud della capitale, sta sorgendo Stockholm Wood City, “il più vasto quartiere al mondo in legno massiccio”, secondo la descrizione dello sviluppatore Atrium Ljungberg. L’insediamento, che comprenderà 2mila nuove abitazioni, 7mila uffici, scuole, commerci e ristoranti tutti in legno, su 250mila metri quadri, è un unicum per le sue dimensioni e per la priorità accordata ai principi dell’edilizia sostenibile. Il legno in sé è un materiale che immagazzina carbonio anziché emetterlo, poiché gli alberi assorbono CO2 durante la crescita, ma anche nella gestione del cantiere può ridurre le emissioni di carbonio fino al 60% rispetto ai metodi tradizionali, perché è più leggero e più veloce da lavorare rispetto al cemento, consentendo un ampio uso del prefabbricato. Non a caso il progetto è in anticipo rispetto ai tempi previsti e riuscirà a completare l’edificio che ospita le scuole entro la fine di quest’anno, con il resto dei trenta edifici in consegna tra il 2026 e il 2027.