Per decenni la diversificazione si è basata su azioni e obbligazioni, investimenti tipicamente tradizionali. Questa strategia presupponeva una bassa correlazione tra le due asset class e una volatilità contenuta delle obbligazioni, condizioni che oggi non sono più valide. Per questo occorre adottare nuovi approcci e un mix di asset più innovativo. Giacomo Camisa, Sales Director Intermediary di Schroders ripercorre in questo podcast la storia dell’asset allocation, evidenziando come si è evoluta la costruzione dei portafogli nel tempo. "Subito dopo la Seconda guerra mondiale" spiega l'esperto "la priorità degli investitori era la conservazione del capitale, e i portafogli erano fortemente concentrati sul reddito fisso. Negli anni successivi, i benefici di lungo periodo delle azioni divennero sempre più evidenti, portando all’affermazione del modello 60/40: il 60% in azioni per la crescita e il 40% in obbligazioni per la stabilità. Dalla fine degli anni Ottanta, molte grandi istituzioni iniziarono a inserire investimenti alternativi come i mercati privati, arrivando a destinare fino al 20% del portafoglio a queste soluzioni. Tuttavia, per la maggior parte degli investitori individuali e per molti fondi pensione, la strategia 60/40 è rimasta la scelta prevalente, sostenuta dalla bassa correlazione tra azioni e obbligazioni osservata tra il 1995 e il 2021.