Intelligenza artificiale, cloud sovrano e customer platform per accelerare la trasformazione di Tim. Sono le leve messe in campo dall’ad Pietro Labriola per il secondo tempo dell’azienda, una rivoluzione silenziosa che produce efficienza, qualità e sostenibilità, in un contesto di grande cambiamento per il settore delle tlc. L’intelligenza artificiale per ottimizzare la rete, data center AI ready, smart cities, cybersicurezza, contract management e digital twins, ma anche un “copilota” che affianca i dipendenti del Gruppo: «Potrebbe sembrare una sfida tecnologica, ma è soprattutto una sfida culturale – spiega Labriola, che guida una società che in Italia occupa circa 17mila persone –. Abbiamo scelto di partire dalle persone, perché nessuna innovazione ha valore se non viene compresa, adottata e vissuta».

Anche per questo Labriola ha puntato sulla formazione delle proprie persone per diffondere la cultura dell’IA, mettendo a disposizione di ognuno un pacchetto di oltre 100 mila ore in tre anni. Ma l’impegno del Gruppo non si è rivolto solo al suo interno: uno degli aspetti più significativi della strategia riguarda la democratizzazione dell’IA, tramite un accordo con Perplexity per offrire 12 mesi gratuiti di accesso alla versione Pro ai propri clienti, rendendo la tecnologia più accessibile, arricchendo la piattaforma dei servizi digitali, la customer platform. Sul fronte infrastrutturale, invece, algoritmi predittivi anticipano congestionamenti e guasti e individuano interferenze radio, bilanciando automaticamente il carico tra le celle. Gli operatori tecnici, in questo modo, vengono attivati solo quando necessario, ottimizzando tempi e risorse. Il Gruppo sta investendo anche su un nuovo data center AI-ready con processori ad alte prestazioni per l’intelligenza artificiale e crittografia quantistica, con l’obiettivo di rafforzare anche l’autonomia tecnologica dell’Italia.