Caro Aldo,

ho compiuto da poco 91 anni. Questa giornata per me rappresenta una ricorrenza importante, è il 2 ottobre, la Festa dei Nonni e non voglio assolutamente che passi inosservata. Per questo ho deciso di mettere nero su bianco alcuni miei pensieri. Apparteniamo all’ultima generazione che, da bambini, ha visto la guerra mondiale in Europa. Abbiamo conosciuto la paura, anzi il terrore immenso, la fame, il silenzio delle strade dopo i bombardamenti, gli sfollati. La guerra è sempre un fallimento, divide popoli, paesi, società. La pace non è scontata e va custodita ogni giorno. Mi rivolgo, attraverso lei, ai nostri giovani. Ribellatevi alla guerra insieme a noi che purtroppo l’abbiamo vissuta! Non restiamo da soli, come lo sono tanti anziani, ma anche tanti giovani. Facciamo un’alleanza, facciamo di questa giornata un manifesto per la pace e contro la guerra.

Maria Teresa Ramacci

Gentile signora Ramacci, cara Maria Teresa,

Grazie per la sua lettera. L’amore a cerchio di vita tra nonni e nipoti è una cosa preziosa. L’arco dell’esistenza si allunga, e questo consente ai nostri giovani di avere preziose fonti di formazione e ispirazione, quali siete voi nonni, che la guerra l’avete conosciuta. Purtroppo la memoria della guerra si sta spegnendo. Ora è affidata a noi. La leggerezza con cui i leader del mondo parlano di armi nucleari, di massacri, di nazionalismo, colpisce crudelmente coloro che come lei quell’antica stagione l’hanno vissuta. La nostra preghiera è che i potenti della terra e anche le giovani generazioni ascoltino la vostra saggezza e sentano il vostro amore.