Ci mancavano gli attacchi a Bruno Vespa. Nel mirino il collegamento tra lo studio di Porta a porta e la Global Sumud Flotilla nella puntata andata in onda martedì 30 settembre. Qui il giornalista ha perso le staffe con l’attivista Tony La Piccirella, a bordo di una delle navi dirette a Gaza. "Posso dire che non ve ne fo**e niente di portare gli aiuti alle persone? Voi volevate stabilire un collegamento diretto, non riuscirete ad averlo e lo sapevate prima di partire", è stata una delle critiche del conduttore di Rai 1.
Apriti cielo. A ore di distanza, i consiglieri di amministrazione della Rai Roberto Natale, Davide Di Pietro e Alessandro Di Majo parlano di "un doppio schiaffo assestato dalle reti Rai a una stessa parte dell’opinione pubblica". Quale? "Il primo lo ha dato Bruno Vespa, che nell'intervista a uno dei portavoce della Global Sumud Flotilla si è lasciato andare a un'espressione volgare che non gli fa onore e che è incompatibile coi doveri e con lo stile di un giornalista del servizio pubblico. Il secondo ceffone è arrivato con una scelta di programmazione che su Rai3 ha spostato dalla prima serata a notte fonda 'Open Arms – La legge del mare'". Attraverso una nota il Cda aggiunge che "non sappiamo se a modificare l'originaria collocazione in palinsesto abbiano concorso le accese proteste mandate ieri mattina in agenzia dai parlamentari della Lega: sta di fatto che, in onda da mezzanotte all'1.50, il film è stato visto da 98mila spettatori, una cifra da monoscopio. Di questi tempi tocca ricordare un'ovvietà: il servizio pubblico ha il dovere di parlare a tutti. Non solo perché questo è nella sua natura, ma anche per materialissime ragioni di ascolti: se la Rai continua a essere percepita come troppo schierata sarà difficilissimo uscire dalle difficoltà che anche l'Auditel attesta ogni giorno".






