Roma, 1 ott. (askanews) – I contatti sono ancora in corso e una decisione finale verrà presa probabilmente solo dopo avere letto il documento della maggioranza, ma sembra da escludere Pd-M5s-Avs convergeranno su una risoluzione unitaria su Gaza. Durante la giornata, spiegano fonti del ‘campo largo’, ci sono state interlocuzioni con il governo ma allo stato non sembra esserci il clima perché tutto il Parlamento voti lo stesso testo. Al tempo stesso, però, la mossa del centrodestra di presentare due documenti potrebbe costringere i progressisti a rivedere la tattica in aula, perché di fronte ad un documento che “accoglie con favore” il piano di pace tanti – dentro al Pd – non sono disposti a votare no e adesso si ragiona su una possibile astensione su uno dei due testi.
Per un voto a favore “non ci sono le condizioni”, spiegano sia i democratici che fonti di Verdi-Sinistra. E Giuseppe Conte ha definito “davvero ardito chiedere un voto compatto su una risoluzione sulla Palestina dopo che un governo ha finto di non vedere un genocidio con ventimila bambini uccisi”. Anche per il leader 5 stelle “non ci sono i presupposti per un voto compatto”.
Ma, appunto, le cose si complicano se davvero – come pare – la maggioranza presenterà due testi: uno, di poche righe, per esprimere sostegno al tentativo Usa di arrivare ad un cessate il fuoco e un altro più articolato con le posizioni che il centrosinistra non può accettare, a cominciare dal riconoscimento condizionato dello Stato di Palestina.










