La tregua è a rischio e bisogna fare il possibile per irrobustirla: per queste ragioni il Pd è pronto a valutare quali saranno le proposte del governo per aiutare a stabilizzare l'area.

Soprattutto è pronto a votare a favore di una missione di peacekeeping nella Striscia. Che naturalmente, per i dem, deve passare attraverso il voto del Parlamento che potrebbe essere per la prima volta "unanime". Ad assicurarlo è stato il responsabile Esteri Giuseppe Provenzano che, insieme al capogruppo della Camera, Chiara Braga, ha spiegato che il Pd è pronto a fare la sua parte per la pace in Medio Oriente.

I dem aprono quindi all'esecutivo e, pur ritenendo fondamentale l'immediato riconoscimento dello Stato di Palestina, sono pronti a vedere le carte in uno spirito bipartisan. Il tutto mentre la premier Giorgia Meloni, tornando dal vertice di Sharm el-Sheikh, continua a garantire che l'Italia è pronta a fare tutto ciò che servirà: "penso che la comunità internazionale debba aiutarla il più possibile. Quindi l'Italia è qui per dire che siamo pronti sul fronte della sicurezza, su quello umanitario, su quello politico, per qualsiasi cosa sia necessaria".

Poi in serata un'accelerazione: la premier ha chiesto nel corso del consiglio dei ministri che tutti i ministeri e le istituzioni coinvolte nel progetto di ricostruzione si riuniscano per fare il punto sui prossimi passi. La riunione, presieduta dal vicepresidente del consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani è stata fissata per domani, 15 ottobre, a Palazzo Chigi.