Roma, 1 ott. (askanews) – “Non possiamo più illuderci che la criminalità organizzata sia un problema confinato ad alcuni singoli territori. Oggi abbiamo la certezza che in 84 Paesi del mondo sono censite organizzazioni criminali che hanno origine dalla camorra, dalla ‘ndrangheta o dalla mafia. Si tratta di un fenomeno che non è più solo locale e neppure nazionale: la lotta alle mafie è ormai una questione internazionale che richiede strategie condivise tra Stati” ha spiegato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, intervenendo a Caserta all’incontro dal titolo ‘La cultura della legalità in terra di lavoro’, al quale solo intervenuti tra gli altri anche Nicola Molteni, sottosegretario al ministero dell’interno e don Patriciello, Parroco della chiesa San Paolo Apostolo di Caivano.
“Nei territori come quello di Caserta, che pure hanno saputo reagire e sconfiggere clan potentissimi, la minaccia non è scomparsa: le mafie non sparano più nelle strade come in passato, ma si trasformano e si insinuano nei pubblici appalti, negli enti locali, nel tessuto economico e sociale” ha aggiunto Pianese, secondo cui “questo richiede che anche lo Stato sappia adattarsi. Perché non basta più contrastare le cosche sul piano militare o giudiziario: serve una rete che tenga insieme forze di polizia, magistratura, istituzioni locali, scuola, università e mondo cattolico. Un esempio concreto è quello di Caivano, dove un modello di intervento integrato ha dimostrato che il degrado e l’emarginazione possono lasciare spazio a un percorso di rinascita. Ma lo stesso approccio va replicato in tutte le aree segnate dall’abbandono, perché lì la criminalità pesca manodopera a basso costo, prima lo faceva tra gli italiani ora tra gli immigrati di seconda generazione, trasformando il disagio in terreno fertile per nuove forme di illegalità. I dati parlano chiaro: siamo davanti a un fenomeno globale che continua a mutare pelle. È tempo che anche la risposta dello Stato e della società civile cambi passo, perché solo così potremo sostituire al degrado e al ricatto mafioso il diritto dei cittadini a vivere in libertà e sicurezza”, ha continuato.






