Nessuna guerra tra le mafie. Anzi le varie cosche hanno deciso di fare cartello, di allearsi tra loro, per fare muro contro la legalità e riuscire meglio a controllare il traffico di armi e droga. È quanto emerge dalla Relazione sull'attività svolta dalla Direzione investigativa antimafia nel 2024 presentata oggi nella sede della Stampa estera. Un report inquietante che mostra l’evoluzione delle organizzazioni criminali che oggi hanno un volto completamente diverso dal passato. A cominciare dall'attitudine “a contrarre patti utilitaristici anche nella cooperazione tra matrici criminali nazionali diverse".
A Roma i beni confiscati alla mafia diventano “case dell’informazione”
23 Maggio 2025
I cartelli
Il documento ricorda "l'intesa tra cosa nostra gelese e 'ndrangheta calabrese per la gestione del traffico di stupefacenti. Documentate anche significative sinergie per il rifornimento e la custodia di armi tra organizzazioni criminali di matrice 'ndranghetista stabilite in Piemonte e la comunità sinti, dedita in quel territorio alla commissione di reati predatori, che in talune circostanze ha svolto una funzione sussidiaria nel reperimento di armi da fuoco".







