BOLOGNA – Due genitori sono stati arrestati dai carabinieri di Rimini per aver costretto la figlia da poco maggiorenne ad accettare un matrimonio combinato in patria, in Bangladesh, ma anche per averla segregata in casa, picchiata e drogata. I carabinieri del nucleo investigativo di Rimini hanno dato esecuzione ieri sera a un'ordinanza di custodia cautelare, disposta dal gip Raffaele Deflorio, di arresti domiciliari per la madre, 42 anni, e il padre, 55, entrambi cittadini bengalesi residenti a Rimini. I reati contestati dal sostituto procuratore, Davide Ercolani, sono di maltrattamento in famiglia e costrizione ed induzione al matrimonio commessi all'estero.

I farmaci per la gravidanza, gli abusi, l’aiuto del centro anti violenza

La ragazza era arrivata in Italia a 7 anni. Lo scorso anno i due genitori avrebbero ingannato la figlia – innamorata di un giovane di Forlì – convincendola con una scusa (la visita alla nonna malata) a recarsi in Bangladesh per poi prenderle i documenti e la carta di credito e costringendola a sposare a un connazionale. Prima delle nozze combinate con un uomo di 10 anni più grande di lei appartenente a una facoltosa famiglia, la ragazza sarebbe stata costantemente controllata, minacciata e maltrattata. Non solo, ma dopo il matrimonio la situazione si sarebbe aggravata: la giovane sarebbe infatti stata costretta ad assumere farmaci per favorire la gravidanza, oltre che calmanti, per "fiaccare la sua volontà". Costretta a subire abusi, la ragazza era riuscita però di nascosto ad assumere la pillola anticoncezionale e col tramite di un’amica a mettersi in contatto con il consultorio del dipartimento Salute donna e con una volontaria di un centro antiviolenza. Grazie a lei, poi, il contatto con i carabinieri e la Procura.