Vive a Rimini, beata lei. Ha vent’anni, il ragazzo, la scuola. E due genitori che le dicono: «La nonna sta male. Andiamo in Bangladesh a trovarla?». Ma è un tranello. Arrivati a Dacca, la recludono nell’abitazione di famiglia, le sequestrano il telefono e la carta di credito, le mettono il velo e in cinque giorni la costringono a sposarsi con il figlio di un amico del padre. La prima notte di nozze lei lo rifiuta e allora il marito, d’accordo con i genitori, le somministra psicofarmaci per piegarne la volontà. I consigli dell’amorevole babbo sono di legarla alla spalliera e di spezzarle le ossa, se solo si azzarda a scappare. Per sicurezza mettono un lucchetto alla porta della sua camera da letto.