Gli Stati Uniti sono entrati alla mezzanotte locale (le 6 in Italia) ufficialmente in shutdown, con conseguente congelamento di parte dell'amministrazione federale. E' la prima volta che accade in sette anni e al momento non c'è una soluzione in vista per l'impasse di bilancio al Congresso americano tra i repubblicani di Donald Trump e l'opposizione democratica.
Diverse centinaia di migliaia di dipendenti pubblici saranno poste in disoccupazione e si prevedono gravi disagi per gli utenti dei servizi pubblici. Si tratta di una situazione altamente impopolare negli Usa, per la quale ogni partito sta già incolpando l'altro. I democratici "vogliono chiudere tutto, noi no", ha assicurato il presidente americano.
Con un voto di 55 a 45, i democratici del Senato americano hanno bloccato la proposta di legge dei repubblicani per mantenere aperto il governo federale ed evitare lo shutdown previsto a mezzanotte. I senatori John Fetterman della Pennsylvania e Catherine Cortez Masto del Nevada sono stati gli unici dem a rompere con il loro partito e votare a favore. "I democratici hanno bloccato il governo federale perché il presidente Trump non costringerà i contribuenti a pagare l'assistenza sanitaria gratuita per gli immigrati clandestini". Lo ha scritto su Truth la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt su Truth dopo che al senato è fallito il voto per evitare lo shutdown. "Pensateci un attimo: i rappresentanti eletti dai democratici stanno punendo i propri elettori per combattere in favore degli immigrati clandestini. Squilibrati", ha attaccato ancora.












