BELLUNO - La mamma mette tutti d'accordo. Ma non a Belluno, dove ieri c'è stata bagarre vera in consiglio comunale sul tema della maternità. O meglio, su un ordine del giorno che ruotava attorno a una statua da installarsi nel centro cittadino. Lo chiedeva la Lega insieme ad altri consiglieri di maggioranza, che evidentemente si ricordano del quarto comandamento: onora il padre e (soprattutto) la madre. Ma la statua è diventata arena di dibattito sui temi delle politiche per la famiglia, dell'identità di genere, e anche sull'aborto. E alla fine ha visto la minoranza, prima proporre un emendamento (volutamente provocatorio), e poi uscire dall'aula al momento del voto. Il testo, presentato dai consiglieri leghisti Francesco Pingitore e Marzio Sovilla, da Sebastiano Marotto (Belluno al centro, la lista che sosteneva il sindaco) e Massimo Garzotto (gruppo misto), partiva da una premessa di carattere generale: «La maternità è una delle esperienze umane più umane e significative, rappresentando il fondamento della società e delle comunità. E il Comune di Belluno ha sempre dimostrato grande attenzione verso il sostegno alla famiglia, in particolare alla figura delle madri, promuovendo politiche e iniziative che valorizzano la maternità e la genitorialità». E poi avanzava sostanzialmente una richiesta: installare in centro città una statua dedicata alla figura della maternità (o in alternativa, dedicare alla maternità una via o un parco). Inoltre, invitava l'amministrazione a proporre una selezione pubblica per individuare l'artista.