La notte e il giorno, la Tour Eiffel illuminata e i saloni affrescati del Louvre: la moda che celebra l’uscire e quella che esalta le virtù dello stare in casa. Due colossi dello stile francese hanno concepito la moda della primavera/estate 2026 in maniera diametralmente opposta. Ha iniziato lunedì sera Saint Laurent. Come di consueto ha sfilato sotto la Torre, con la fontana del Trocadéro trasformata in giardino di ortensie e un parterre di star tutte in attesa di Madonna, arrivata per ultima.
La sfilata parte dopo il tramonto e le donne immaginate da Anthony Vaccarello sono vestite di pelle nera: «È dura, non malleabile. Mi sono ispirato alle notti degli anni 80, ai ritratti di Robert Mapplethorpe della comunità Bdsm, a quando i gay parigini cercavano compagnia nei giardini delle Tuileries e al film Cruising con Al Pacino», racconta lo stilista.
Sono donne forti, con i chiodi di pelle dalle spalle enormi e le vite strette, zip, cinghie, gonne a matita al ginocchio. Un immaginario cupo che all’improvviso si trasforma: esplodono i colori, i volumi, le balze. Arriva così un’infilata di sontuosi abiti da sera enormi, da sovrana. «Richiamano la visione del passato di Yves e anche La regina Margot, il mio film preferito. E visto che sono per l’oggi, sono realizzati tutti in nylon. Basta infilarli e si è pronti, senza bisogno di altri accessori se non un paio di orecchini barocchi, enormi e finti». Non sembrano femminilità affini eppure viste così, una dopo l’altra, sono coese e potenti. Danno vita a uno show memorabile.












