“Questa sera stiamo entrando nella zona ad alto rischio. I lavoratori di tutto il mondo si stanno preparando per mobilitazioni di massa. Insieme, chiediamo un passaggio sicuro. Un attacco alla Flotilla è un attacco alla Palestina. Ogni testimone è importante. La nostra sicurezza dipende dal mondo che ci osserva. Per favore, condividete questo messaggio il più possibile. Unitevi a noi. Fermate il genocidio. Tenete gli occhi su Gaza“. La Global Sumud Flotilla, nel suo ultimo messaggio, comunica che si trova a 175 miglia da Gaza e chiama a raccolta la società civile a reagire in caso di attacchi da parte delle forze israeliane. La tensione progredisce col passare delle ore e con l’avanzamento verso la Striscia: a Roma è massima l’attenzione a eventuali proteste spontanee che potrebbero nascere nel caso di un eventuale attacco. Sotto la lente gli ambienti più ‘caldi’, a partire dai movimenti studenteschi, come anche i canali social dove i gruppi potrebbero chiamare a raccolta per nuove proteste.

Si tratta di una settimana intensa sul fronte delle mobilitazioni per Gaza e il Viminale ha ordinato una stretta sui permessi e congedi per i poliziotti: serve un numero adeguato di agenti “per garantire il regolare svolgimento delle iniziative” che si annunciano “estemporanee” e contraddistinte “da una ragguardevole partecipazione di persone”. E una circolare del ministero degli Interni invita i questori ad una “valutazione particolarmente attenta e oculata della concessione di permessi, congedi e qualsiasi altra forma di assenza legittima al personale di polizia dall’1 al 6 ottobre”.