Il Tribunale civile di Bari (quarta sezione, presidente Giuseppe Rana) ha condannato l'ex amministratore unico di Ferrovie del Sud Est, Luigi Fiorillo, a risarcire l'azienda per i danni causati dalla sua gestione tra il 2001 e il 2015. Danni che il Tribunale, accogliendo il ricorso presentato da Fse, ha liquidato in 97,23 milioni di euro.
Nel marzo del 2024 Fiorillo fu condannato a 10 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e per alcuni episodi di distrazione e dissipazione del patrimonio societario, avvenuti tra il 2001 e il 2015. Le condotte di Fiorillo, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, portarono al crac da 230 milioni della società.
Oltre all'indagine penale e al successivo processo, il nuovo management di Ferrovie del Sud Est propose nei confronti di Fiorillo un'azione civile affinché il Tribunale riconoscesse la responsabilità di Fiorillo "in relazione all'intero pregiudizio (patrimoniale e non patrimoniale) sofferto dalla società", in ragione della sua "irragionevole ed illecita gestione sociale nel periodo di carica e comunque delle illecite operazioni dallo stesso realizzate", come si legge nel ricorso presentato dalla società.
Il Tribunale ha giudicato la domanda "fondata" e, per questo, ha condannato Fiorillo a risarcire l'azienda. Nel penale, altre quattro persone sono state condannate a pene da due a quattro anni perché riconosciute responsabili, a vario titolo, di episodi di distrazione e dissipazione del patrimonio di Fse.






