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5 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:07

Ed ora anche alcune banche italiane dovranno mettere mano alle tasche e risarcire le vittime del fallimento della compagnia di navigazione Deiulemar, una storia di raccolta abusiva del risparmio di circa 13.000 vittime e di una bancarotta da 800 milioni di euro, una delle più clamorose del ventunesimo secolo. Lo ha deciso il giudice monocratico di Torre Annunziata, Valentina Vitulano, con due sentenze gemelle depositate nei giorni scorsi. Le banche sono state ritenute colpevoli di non essersi accorte dell’abnormità delle movimentazioni avvenute sui conti correnti personali dei bancarottieri, di non essersi poste domande sull’origine di quel denaro, e sui rapporti tra i titolari dei conti correnti e le persone fisiche che bonificavano le cifre. Senza agire di fronte all’enorme entità dei bonifici e degli assegni, da e verso persone fisiche che non avevano alcun rapporto apparente con il titolare del conto, e gli altrettanti enormi bonifici eseguiti da 3 società fiduciarie degli amministratori sui loro conti personali.

Le sentenze le hanno condannate, in primo grado, a risarcire circa 21milioni di euro alla curatela fallimentare che dal 2012, l’anno del fallimento di Deiulemar, sta provando a ristorare i danni delle condotte degli amministratori della compagnia. Una riguarda Monte dei Paschi di Siena, per una quota risarcitoria di circa un milione e mezzo di euro. Il resto del risarcimento riguarda l’Unione Banche Italiane (Ubi) in qualità di “successore per incorporazione della Banca Popolare di Ancona spa (ora Intesa San Paolo spa)”.