Striscioni a sostegno della Palestina e della Global Sumud Flotilla sono stati appesi ovunque in città nelle ultime settimane. E così anche le bandiere a strisce nere, bianche e verdi, issate su monumenti e palazzi. A rimuoverle, dopo ogni corteo e mobilitazione a sostegno di Gaza, sono chiamati i vigili del fuoco. Un compito a cui, però, non vogliono più sottostare. Il motivo? L’hanno spiegato in una lettera indirizzata al comandante Francesco Orrù i rappresentanti sindacali di Cgil-Fp e Usb, Nunzio De Nigris e Danilo Molinaro. «Non crediamo che rientri nei nostri compiti rimuovere striscioni o bandiere che non sono pericolosi e che nulla hanno di offensivo – dicono i due sindacalisti - Per questo, abbiamo chiesto chiarimenti al nostro dirigente».

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Nella lettera viene ricordato il «particolare momento di forte tensione internazionale, in particolar modo per i conflitti in corso in Ucraina e nei territori palestinesi e di Gaza», per cui «la società civile del nostro Paese manifesta liberamente, come sancito e garantito dalla Costituzione Italiana, il proprio dissenso di fronte agli orrori della guerra». Da qui, «sempre più sovente la sala operativa del Comando di Torino riceve richieste da parte delle forze dell’ordine per servizi di assistenza finalizzati alla rimozione di striscioni o similari» spiegano i sindacati, sottolineando come «non risulta che tale tipologia di intervento rientri tra le casistiche previste dagli ordinamenti in vigore, che rientrano piuttosto nell’ambito dell’ordine pubblico, in quanto il materiale da rimuovere non rappresenta un pericolo e non contiene scritte offensive per le istituzioni o per un singolo individuo».