È un’onda lunga, quella delle manifestazioni a sostegno della causa palestinese dell’ultimo autunno, e non solo perché buona parte delle ragioni di quelle piazze rimangono nonostante la tregua a Gaza firmata in Egitto. A far discutere, sono anche le misure di gestione di quella mobilitazione, durante e (soprattutto) dopo l’ondata popolare di partecipazione di quei giorni.

Tra queste, tra le tante, ci sono anche le contestazioni disciplinari emesse nei confronti dei rappresentanti sindacali dei Vigili del fuoco in seguito agli scioperi del 22 settembre, il 3 e 4 ottobre e il 28 e 29 novembre. Otto in particolare, a Pisa, individuati dal Viminale attraverso le immagini diventate virali dei vigili inginocchiati per le vittime palestinesi. Ma non solo loro.

Usb ha dedicato al tema un’assemblea, a Roma, alla quale ha partecipato anche Stefano Giordano, oggi consigliere regionale del M5s in Liguria, già sindacalista e vigile del fuoco.

«I Vigili del Fuoco che hanno manifestato e hanno scioperato in solidarietà alla Palestina sono stati raggiunti da contestazioni disciplinari: un attacco ai diritti sindacali senza precedenti, in un contesto in cui piazze gremite da centinaia di migliaia di persone manifestavano per la fine del genocidio in Palestina – spiegano gli organizzatori del dibattito, in scena nella sede Aci di Roma – La “colpa” dei Vigili del Fuoco sarebbe stata quella essere scesi in piazza indossando le loro uniformi, un passaggio che sembra andare verso una pericolosissima militarizzazione e deriva del Corpo Nazionale».