Mentre la Global Sumud Flotilla è in acque internazionali la Marina israeliana si sta preparando per prendere il controllo in alto mare delle oltre 40 imbarcazioni della Flotilla che sono entrate nel raggio di intercettazione dell’esercito. È quanto riferiscono fonti militari alla tv pubblica dello Stato ebraico Kan. All’azione prende parte anche l’unità speciale Shayetet 13, incursori specializzati nella missioni navali. Secondo quanto trapela Israele prevede di trasferire gli attivisti su una grande nave militare e di rimorchiare le imbarcazioni verso il porto di Ashdod, con la possibilità che alcune vengano affondate in mare. Tel Aviv non intende permettere alla flottiglia di entrare nelle acque della Striscia di Gaza. Sempre secondo fonti militari i vertici della Difesa israeliana temono scontri e un possibile incidente durante l’operazione. Tutto questo mentre Giorgia Meloni torna ad attaccare la Flotilla.

Meloni: “Flotilla si fermi, se forza mette a rischio il piano Usa” – E la presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna a chiedere alla Flotilla di fermarsi “accettare una delle diverse proposte avanzate per la consegna, in sicurezza, degli aiuti”. Il tentativo di forzare il blocco, per Meloni, potrebbe essere “un pretesto” per “far saltare” il piano di pace di Trump. “Si è finalmente aperta una speranza di accordo per porre fine alla guerra e alla sofferenza della popolazione civile palestinese e stabilizzare la regione”, dichiara la premier: “Questa speranza poggia su un equilibrio fragile, che in molti sarebbero felici di poter far saltare. Temo che un pretesto possa essere dato proprio dal tentativo della Flotilla di forzare il blocco navale israeliano”, aggiunge Meloni. “Ogni altra scelta – sottolinea – rischia di trasformarsi in un pretesto per impedire la pace, alimentare il conflitto e colpire così soprattutto quella popolazione di Gaza alla quale si dice di voler portare sollievo. È il tempo della serietà e della responsabilità”, conclude.