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Lunedì il regime dei talebani, che governa in maniera molto autoritaria l’Afghanistan, ha bloccato la connessione a internet in tutto il paese. Per il momento non sono state date spiegazioni, ma già nelle ultime due settimane era stata sospesa la connessione a fibra ottica in molte parti del territorio nazionale, secondo i talebani per limitare «l’uso improprio di internet» e prevenire «atti immorali». Il regime ha aggiunto che il blocco rimarrà in vigore «fino a nuovo ordine».
Secondo il sito di monitoraggio NetBlocks, il blocco è iniziato alle 17 ora locale di lunedì. Da quel momento è diventato difficile avere notizie aggiornate, anche per i problemi con le linee telefoniche. Le agenzie di stampa internazionali Associated Press e Agence France-Presse hanno entrambe detto di non essere state più in grado di contattare i loro uffici nella capitale Kabul.
Il blocco di internet attuale ha dimensioni enormi e sta riguardando moltissimi servizi e attività economiche, tra cui quelle fornite da banche e amministrazione pubblica. Un commerciante di Kabul ha raccontato che «il mercato è completamente congelato», aggiungendo che «è come una vacanza, sono tutti a casa». Anche diversi voli che dovevano atterrare all’aeroporto di Kabul martedì mattina sono stati cancellati. Mohammad Hadi, un afghano che vive in India dal 2019, ha detto che da lunedì pomeriggio «non è più possibile comunicare con nessuno» in Afghanistan, né capire se le persone rimaste lì «stiano bene o no».












