Daniil Medvedev non è mai stato uno tranquillo in campo. Pubblico, avversari, racchette: ne ha sempre avuta una per tutti. E nella semifinale dell’Atp 500 di Pechino persa contro Tien (dove vedere il match contro Sinner) si è scagliato contro l’arbitro. “Chi sei tu? Come ti chiami? Preferisci che io mi ritiri?”, ha esclamato il russo nel terzo set. Medvedev aveva infatti vinto il primo set, era in vantaggio di un break nel secondo e vedeva la finale contro Sinner, ma a causa di un calo di concentrazione prima e di un problema fisico dopo, ha perso il secondo per 7-5 e poi si è ritirato sul 4-0 al terzo, poco dopo aver discusso animatamente con il giudice di sedia.

Nel secondo gioco del terzo parziale, durante il servizio di Tien e con il punteggio di 1-0 e 30-15 nel game in favore dello statunitense, Medvedev ha ricevuto un warning for lack of effort – un richiamo per scarso impegno nel gergo del tennis – perché accusato dal giudice di sedia Adel Nour di non essersi impegnato abbastanza durante un punto. Ma Medvedev era palesemente in difficoltà e in preda ai crampi e si muoveva con grosse difficoltà. Stupito del warning, ha voluto parlare con il supervisor, dicendogli: “Se dico qualcosa di brutto vengo squalificato, ma cosa dovrei dirgli ora (all’arbitro)?”.