Vigilia di Villarreal-Juventus all’insegna del «toh, chi si rivede!». Nell’organico del “Submarino Amarillo” (è questo il soprannome del club, per ragioni cromatiche e beatlesiane) spicca infatti il nome di un freschissimo ex bianconero: Renato Veiga. Reduce d’una esperienze assai breve e assai intensa, consumatasi lo scorso anno a Torino, e che a quanto pare è degna d’un brevissimo sequel che andrà in scena all’Estadio de la ceramica. Tra ricordi più o meno piacevoli, fors’anche ricordi di qualche incomprensione. Arrivato a Torino a fine gennaio in prestito dal Chelsea, Renato Veiga aveva impiegato ben poco tempo per scalare le gerarchie di Thiago Motta e pure l’avvicendamento in panchina non aveva scalfito di una virgola il suo status di giocatore pressoché inamovibile, anzi. Alle belle parole di Tudor («Un vent’enne con la personalità di un trentenne») hanno fatto seguito buone prestazioni e continuità: ben 15 presenze, di cui 14 da titolare.

A fine stagione, però, prima ancora che la Juventus partisse per il Mondiale per club negli stati Uniti, il rapporto (idilliaco) si è rotto e il giocatore è rientrato alla base, a Londra. «Tudor sta facendo un gran lavoro, la Juventus è sempre la Juventus. C’è tanta energia. Sono felice per loro, ma ora sono contento di essere qui. Ho sentito qualche ex compagno, non dico chi, ma dico che abbiamo parlato in portoghese… Comunque sono e sarò sempre grato alla Juventus». Il suo nuovo allenatore, Marcelino, la Juventus avrebbe potuto sfidarla durante un derby d’Italia. In passato è stato vicinissimo all’Inter. «La Juventus è un “equipazo”. Non ci credo al fatto che siano una squadra in costruzione. Hanno un attacco incredibile: Yildiz, Conceiçao e Vlahovic già c’erano, poi hanno preso David che voleva tutta Europa e Openda che è costato 40-50 milioni. Con tutto il rispetto, avrei preferito ne avessero 3-4 infortunati… No, scherzo ovviamente. In Champions è sempre bello affrontare i migliori. Noi dovremo essere molto bravi in difesa, ricordando che la difesa inizia dagli attaccanti. E dovremo avere fiducia nei nostri mezzi». Mezzi che comunque stanno facendo veleggiare il Villareal al terzo posto della Liga.