L’ultimo, emozionante giorno della settimana della moda di Milano è quasi interamente dedicato a Giorgio Armani. La sfilata, nel magnifico cortile dell’Accademia di Brera e non negli spazi usuali, sarebbe stata comunque speciale. Inizialmente, infatti, l’evento era stato concepito per celebrare il 50° anniversario del marchio. Lo accompagna una bella mostra retrospettiva, intitolata Giorgio Armani: Milano, per amore, allestita nelle sale della Pinacoteca e contenente un’ampia selezione di abiti tratti da cinque decenni di collezioni, esposti in dialogo con capolavori, tra gli altri, di Caravaggio e Raffaello Sanzio, mostra che sarà visitabile fino all’11 gennaio 2026.

Il signor Armani è però scomparso il 4 settembre, quindi le cose hanno preso un’altra piega: un sentito omaggio a uno stilista e imprenditore che, insieme ai suoi contemporanei – tutti scomparsi ad eccezione di Valentino Garavani – ha forgiato il concetto stesso di stile italiano, un modo peculiare, sia di disegnare abiti che di fare business.

Lo spirito creativo e al tempo stesso imprenditoriale di Armani ha sicuramente pervaso la settimana della moda di Milano, che ora passa il testimone a Parigi per sfilate e presentazioni delle collezioni che ci proiettano nella primavera-estate 2026. I debutti in passerella hanno catalizzato l’attenzione di molti, ma ci sono state anche tante diverse inaugurazioni di negozi, da Fendi a Saint Laurent, e l’indotto per la città (si veda Il Sole 24 Ore del 23 settembre) ha raggiunto cifre record, con alberghi pieni e ottime vendite nelle boutique del centro.