Prima ha sfondato la porta d’ingresso. Poi ha gettato una robusta quantità di liquido infiammabile, probabilmente benzina, sul pavimento dell’alloggio, cui ha dato fuoco. «Tu mi hai denunciato, io brucio te e il tuo alloggio». Un uomo sulla cinquantina, alle 2,30 tra giovedì e venerdì, ha fatto scoppiare un incendio nell’appartamento al pianterreno della casa Atc in corso Agnelli 156/7, a Mirafiori Nord. E dopo una breve fuga è stato arrestato in via Pietro Cossa: si tratta, stando alle prima ricostruzioni degli inquirenti, di un uomo con precedenti per spaccio. Aveva nel mirino la sua ex, o uno dei tre inquilini dell’appartamento che la donna condivideva. Il piromane accusava uno dei tre di averlo denunciato qualche giorno prima per maltrattamenti nei confronti della ragazza. L’incendio Le fiamme sono divampate nell’appartamento, sprigionando una colonna di fumo nero che ha invaso la tromba delle scale e gli altri alloggi dello stabile, alto tre piani. I tre, che occupavano abusivamente l’alloggio, sono riusciti a fuggire. In corso Agnelli, nel cuore della notte, sono intervenute tre squadre dei vigili del fuoco. Oltre a domare le fiamme, hanno aiutato alcuni inquilini a scappare dalla palazzina passando da finestre e balconi. Il palazzo, per tre ore, è stato dichiarato inagibile: sei persone, tra cui una ragazzina di 14 anni, sono rimaste intossicate. Cinque di loro sono stati trasportati al Mauriziano, mentre una donna, caduta mentre scendeva le scale, è stata portata al Cto con una ferita a una gamba. La fuga e la cattura Le forze dell’ordine si sono messe subito alla ricerca del responsabile dell’incendio, di origine nordfricana. Il piromane è stato infatti riconosciuto in zona: negli ultimi mesi era stato visto spacciare in strada. Devastato l’alloggio: secondo la prima verifica dei tecnici Atc i danni ammontano a circa 50 mila euro. L’alloggio, dopo la fuga dei tre occupanti abusivi, è stato messo in sicurezza con una porta blindata. Poi sono state ripulite e stuccate le facciate nella tromba delle scale, annerite e in parte danneggiate dalle fiamme. Gli inquilini, rientrati alle 5,30 di notte nei loro alloggi, fino a ieri erano senza gas, la cui fornitura è stata staccata per motivi di sicurezza. La testimonianza dei vicini «Da un anno vediamo un continuo viavai da quell’appartamento - racconta un residente nel complesso di corso Agnelli - All’interno abitavano tre, a volte quattro individui, tutti con problemi di droga». Gli inquilini, l’altra notte, si sono accorti dell’arrivo del piromane: «Lo abbiamo sentito: urlava e batteva i pugni sulla porta - spiegano - Poi abbiamo sentito gli insulti e le minacce». A quanto si apprende, il piromane era stato arrestato all’inizio di questa settimana per aver aggredito una donna. Quest’ultima è una dei tre che abitavano nell’alloggio al pianterreno insieme all’uomo nel mirino dell’aggressore, che avrebbe avvertito la polizia». «Ciò che è successo - commenta il presidente di Atc Piemonte Centrale, Maurizio Pedrini - dimostra quanto sia importante continuare a contrastare le situazioni di illegalità nei quartieri di edilizia sociale, a tutela delle persone che vivono nelle case popolari e che si trovano a subire ingiustamente notevoli disagi, ma anche del patrimonio immobiliare pubblico gestito dall’Agenzia». Il precedente Il rogo divampato nella palazzina numero 7 di corso Agnelli 156 ricorda quanto avvenuto in via Nizza 389, dove una guardia giurata, Giovanni Zippo, lo scorso giugno ha appiccato un incendio nell’alloggio della donna con cui aveva avuto una relazione. Incendio nel quale perse la vita un vicino di casa della donna, Jacopo Peretti.