Il sovrintendente Colabianchi ha scritto un’altra lettera a tutti i lavoratori del Teatro La Fenice, in cui si scusa e dice di non preoccuparsi perché Venezi, appena nominata direttrice musicale e subito protestata dall’orchestra, dirigerà solo tre opere, un concerto e un grande evento all’anno.

«Per noi resta inaccettabile, ma certo rileviamo con stupore che Colabianchi difende con ostinazione la nomina di una direttrice musicale alla quale però vuole far fare così poco. O crede di poterci tenere buoni, o sa che Venezi è inadeguata», dice alla Stampa Francesca Poropat, artista del coro della Fenice da 25 anni ed Rsu della Cgil. Parla a nome di tutta l’orchestra: «Per i singoli professori e lavoratori è difficile esporsi mediaticamente», dice.

Due giorni fa, mentre il maestro Beatrice Venezi era in prova con la banda della marina militare, che ha diretto ieri sera a La Spezia nell’ambito del programma di Seafuture (una manifestazione per le imprese del settore marittimo e navale), alla Fenice venivano distribuiti volantini che spiegavano ancora una volta perché l’orchestra chiede la revoca del suo incarico. Giuseppe Mengoli, classe 1993, uno dei direttori d’orchestra più giovani e promettenti del nostro Paese, aveva appena finito di dirigere un concerto di Mahler, dettaglio che smentisce chi dice che gli enti sinfonici ostacolano i giovani: è una delle cose che la protesta degli orchestrali sta cercando di smentire per sottolineare che la contrarietà a Venezi ha ragioni squisitamente tecniche. La protesta, stavolta, la guidava il pubblico under35, lo stesso che il sovrintendente Nicola Colabianchi aveva detto di voler attirare per il bene del Teatro, quando ha motivato la scelta di Venezi.