di

Aldo Grasso

L’onere di provare la colpevolezza dell’imputato incombe sulla pubblica accusa e non sulla pubblica opinione

Ballando con Garlasco. Mentre andavano in onda «Tale e Quale Show» (venerdì, Rai1) e «Ballando con le stelle» (sabato, Rai1) su altri canali si discuteva del caso Garlasco, fatalmente. Due universi molto distanti fra di loro, salvo una piccola osservazione, che non vorrei venisse scambiata per cinismo. Alcuni membri delle giurie degli show e alcuni esperti di crimini sono intercambiabili e lo sono stati: è il pegno che si paga all’eccesso di esposizione, all’essere sempre in video, a parlare e sparlare di tutto e di tutti.

Ma il problema più grave è un altro e non mi stancherò di affrontarlo: com’è possibile che i media siano così informati su ogni svolta dell’inchiesta, tanto da poter istituire all’istante processi paralleli? Esiste ancora l’obbligo del segreto istruttorio? L’onere di provare la colpevolezza dell’imputato incombe sulla pubblica accusa e non sulla pubblica opinione.