Roma, 29 set. (askanews) – Una Generazione di nativi digitali quella delle studentesse e degli studenti universitari always on, costantemente interconnessi con il mondo dei social media che spesso rendo difficile concentrarsi in una giornata di studio o durante una lezione in aula. Secondo alcune stime passiamo in media più di sei ore al giorno davanti a uno schermo, equivalenti a 21 anni trascorsi al cellulare nell’arco di una vita. Ma non solo. L’iper-connessione può essere associata anche a una maggiore propensione a sviluppare sintomi legati all’ansia.
In questo scenario, la Luiss Guido Carli – primo ateneo in Europa – ha deciso di adottare misure concrete per il benessere digitale, introducendo in tutte le sedi dell’Università l’applicazione LockBox, che punta ad incentivare la “disconnessione” della comunità studentesca in favore di un maggiore connessione con la vita reale. Nata da un’idea di Giulia Violati, neolaureata Luiss, e Simone D’Amico, ricercatore presso il Digital Wellness Lab ad Harvard Medical School, LockBox è già disponibile in oltre cento punti nei Campus di Viale Romania, Viale Pola, Via Parenzo e nella Biblioteca di Santa Costanza.
Il funzionamento dell’app è semplice e intuitivo: basta scaricarla sul proprio smartphone, accedere con le credenziali Luiss e scegliere quali applicazioni bloccare. Per terminare la propria sessione di “digital detox”, sarà sufficiente avvicinare lo smartphone a una delle box dislocate lungo i corridoi e fuori dalle aule dell’Università.






