Sarebbe molto più facile adattarsi al resto del mondo e fare come tutti. Ma io sono cresciuta sottostando alle regole e non superando mai i limiti pur di essere accettata. Se riprendessi a farlo, mi ucciderei. E anche tu ti uccideresti». Hannah Rose Dalton parla con la pacatezza di chi dice un dato di fatto, e la persona a cui si rivolge, il suo compagno e socio Steven Raj Bhaskaran, le dà ragione. Non che la questione sia per loro in discussione. Hanno entrambi il capo rasato, tacchi altissimi, e abiti neri; il tailleur di Hannah ha un che di rétro, quasi conservatore. Il makeup li fa assomigliare a bambole di porcellana biscuit, e anche se non indossano le lenti a contatto nere che usano quando sono in pubblico, sono inquietanti. Il mondo li conosce con il nome di Matières Fécales. Conformarsi non pare essere nelle loro priorità.

«L’idea del nome ci è venuta dalle boutique di lusso: entri e c’è un mondo perfetto in cui tutto è pulito e bellissimo. Ma poi, fuori, sei sommerso dalle brutture della società, dalla povertà, dalla sporcizia, dal dolore», continua Steven. «Volevamo una firma che racchiudesse tutto questo, e che incarnasse la volontà di trasformare lo squallore in bellezza. Non ci siamo semplificati la vita, ecco. Qui a Parigi nessuno voleva affittarci una sala per la nostra prima sfilata, a marzo. Pensavano fosse per un rave clandestino».