Riccardo Chiarioni, secondo da sinistra, con la sua famiglia: il padfe Fabio Chiarioni (51 anni), la madre Daniela Albano (49) e il fratellino di 12 anniPaderno Dugnano (Milano), 29 settembre 2025 – Era "guidato da un pensiero stravagante" e "bizzarro", raggiungere "l'immortalità attraverso l'eliminazione della propria famiglia", ma ancora sotto il suo "controllo". Tanto che ha "distinto la realtà dall'immaginazione" e "ha lucidamente programmato, attuato, variato secondo il bisogno le proprie azioni, prima, durante e dopo". Lo scrive il Tribunale per i minorenni nel motivare la condanna di giugno a vent’anni, pena massima in abbreviato, per Riccardo Chiarioni che nel 2024 a 17 anni, a Paderno Dugnano uccise padre, madre e fratello di 12 anni. Non riconosciuto dal giudice il vizio parziale di mente accertato dai periti.

L’avvocato difensore di Riccardo Chiarioni Amedeo Rizza

L’avvocato: “Pronti a fare ricorso”

Motivazioni contestate e respinte dall’avvocato del ragazzo. "Ovviamente non condivido questa motivazione – è il commento del legale Amedeo Rizza –. Il giudice non ha preso atto della concreta incidenza e del nesso di causalità che c'è tra la patologia di Riccardo ed il reato commesso".