di

Claudio Tadicini

La vittoria dell'ultimo mondiale di pallavolo a Manila contro la Bulgaria(3-1) fa del salentino Ferdinando «Fefè» De Giorgi l’icona del volley italiano e mondiale

Da Squinzano al tetto del mondo. Per la quinta volta come mai nessuno ha mai fatto prima. La vittoria dell’ultimo mondiale di pallavolo a Manila contro la Bulgaria (3-1) fa del salentino Ferdinando «Fefè» De Giorgi l’icona del volley italiano e mondiale.Palleggiatore raffinato della celebre «Generazione di Fenomeni», De Giorgi è stato l’ingranaggio silenzioso ma essenziale di un meccanismo perfetto, quello che tra gli anni Novanta e i primi Duemila ha proiettato l’Italia al vertice della pallavolo internazionale. Tre mondiali consecutivi, cinque World League, un Europeo: una collezione di trofei che lo ha reso simbolo di un’epoca irripetibile. O quasi.

Fefè De Giorgi ha scritto la storia del volley italiano due volte: prima da giocatore, poi da allenatore. La sua grandezza, infatti, non si è fermata sul taraflex, perché - conclusa la carriera da giocatore - ha intrapreso quella di allenatore, trasformando il carisma da leader silenzioso in capacità di guida e visione strategica. Dalla Lube a Perugia, passando per esperienze in Russia e in Polonia, Fefè ha costruito passo dopo passo un bagaglio tecnico e umano che lo ha portato a diventare uno degli allenatori più vincenti al mondo. Con i club ha vinto tutto: scudetti, Coppe Italia, Supercoppe, Champions League, Mondiali per club. E con la Nazionale sta facendo altrettanto, sebbene in bacheca manchi ancora l’oro olimpico.La sua consacrazione definitiva è arrivata da ct degli Azzurri. Dal 2021, quando ha preso in mano il gruppo all’indomani delle delusioni olimpiche, De Giorgi ha restituito all’Italia il suo posto naturale, ossia sul gradino più alto del podio. Oro europeo a pochi mesi dal debutto, mondiale in Polonia nel 2022, e ancora mondiale nel 2025 nelle Filippine: un bis storico, che lo ha reso il primo allenatore a portare due volte al trionfo mondiale l’Italia del volley.