di
Alessandro Fulloni
Gli interrogatori del costruttore, e dei suoi due figli, con l'italiano quando è stato ucciso. Le raffiche contro il suv e la jeep. Tutto quello che non torna
Sebbene in parte contradditorie e lacunose, le testimonianze dei quattro uomini che venerdì notte erano con l'imprenditore italiano Edoardo Sarchi, 44 anni, per una battuta di caccia sulle alture che sormontano Argirocastro, in Albania, sono convergenti su un punto: venerdì notte il nostro connazionale sarebbe rimasto ucciso nel corso di un agguato. Resta da capire se fosse proprio lui il bersaglio da colpire o e fossero gli altri, con la sua morte sia sopraggiunta per un ritardo nei soccorsi, a causa di un'emorragia dovuta al proiettile che lo ha centrato.
La stampa di Tirana sta seguendo in modo corposo i contorni del delitto e in particolare è stata la testata online Shqiptaria.com a condurre una sorta di «controinchiesta» elencando i sette punti che, in questa vicenda, non hanno per ora risposta. Ma partiamo dalle indiscrezioni delle testimonianze rilasciate dal costruttore Eqerem Braçi, dai suoi due figli Gazmendi e Daniel - soci in affari di Sarchi - e del pastore Armir Hitoveizi, comparso poi sulla scena del delitto, un luogo piuttosto impervio lungo una strada che s'inerpica in montagna.












