Presto non ci sarà più bisogno di urlare goffamente “Alexa!” da una stanza all’altra. Il futuro della comunicazione con la tecnologia potrebbe non richiedere nemmeno l’apertura della bocca, ma solo il pensiero. È questa la promessa di AlterEgo, nuova e rivoluzionaria interfaccia neurale non invasiva che ambisce a trasformare i pensieri in azioni e risposte in tempo reale. Benvenuti quindi nell’era della “telepatia silenziosa”: AlterEgo mette l’Intelligenza artificiale direttamente nella testa.

Il dispositivo, un auricolare indossabile presentato qualche settimana fa da Arnav Kapur, ad di AlterEgo, non legge la mente nel senso fantascientifico del termine. Piuttosto, capta i segnali elettrici neuromuscolari innescati dalle intenzioni di parlare, quelli che normalmente viaggerebbero dal cervello ai muscoli della parola (articolatori), anche quando si sta solo “parlando silenziosamente” o articolando internamente le parole. “Ti dà il potere della telepatia, ma solo per i pensieri che vuoi condividere”, afferma Kapur.

A differenza delle interfacce cervello-computer (BCI) invasive, come quelle sviluppate da Neuralink di Elon Musk, che richiedono l’impianto chirurgico di elettrodi, AlterEgo si basa su una tecnologia radicalmente diversa e non invasiva. “Sfrutta i segnali neuromuscolari che verrebbero utilizzati nel parlato; è come se si stesse parlando in silenzio,” spiega sulla rivista Nature Howard Chizeck, ingegnere elettrico e informatico presso l’Università di Washington. Il vantaggio è lampante: nessun chip impiantato, nessun rischio di infezione o intervento chirurgico. Il dispositivo funziona misurando i “modelli del parlato” nel viso. I segnali elettrici captati dai muscoli vengono inviati a modelli di Intelligenza artificiale avanzati, che prevedono l’intenzione di conversazione dell’utente. La risposta (audio) viene quindi comunicata all’utente tramite cuffie a conduzione ossea, un sistema che trasmette il suono direttamente all’orecchio interno attraverso le ossa del cranio.