Le elezioni in Moldavia sono per la presidente Maia Sandu “le più importanti nella storia del Paese”. Domenica 28 settembre si tengono le consultazioni parlamentari: un appuntamento che potrebbe decidere non solo la sorte del governo filoeuropeo, ma anche l’integrazione nell’Unione europea di questo piccolo paese stretto tra l’Ucraina e la Romania, ex repubblica sovietica, indipendente dal 1991.Dietro la sfida elettorale, però, si muove anche un’altra partita: quella del reciproco scambio di accuse tra Mosca e Bruxelles, con quest’ultima che accusa la Russia di aver orchestrato un piano di ingerenze per influenzare l'esito del voto.Per capire come si muovono i fili tesi da Mosca, la giornalista moldava Natalia Zaharescu si è infiltrata nelle chat chiuse di Telegram, documentando dall’interno come funziona la rete dei troll russi.Dentro la guerra cyberLa rete dei troll russi e le interferenze sul votoCome funzionano le “cyber-truppe” su TelegramUn piano orchestrato dal Cremlino per compattare l'opposizioneQuindi, chi partecipa alla sfida elettorale?Le criptovalute per i finanziamenti elettoraliAccuse incrociate tra Chişinău e MoscaLa rete dei troll russi e le interferenze sul votoNatalia Zaharescu è una giornalista del quotidiano investigativo Ziarul de Gardă. A maggio ha vinto il premio europeo per la stampa 2025 insieme alla collega Măriuța Nistor con l’inchiesta Serving Moscow: una lunga indagine con cui ha documentato i metodi utilizzati dall’oligarca Ilan Shor (condannato a 15 anni di carcere in Moldavia con l’accusa di aver sottratto un miliardo di dollari dal sistema bancario nazionale) per estendere l’influenza russa alle elezioni presidenziali e al referendum per l’integrazione europea che si sono tenuti nel 2024.Secondo Zaharescu, i tentativi russi di influenzare l’esito del voto sono ormai innegabili. Per dimostrarlo, si è infiltrata in incognito nella rete di troll sponsorizzata da Mosca. Come ha raccontato in un’intervista rilasciata alla testata Deutsche Welle, le istruzioni su cosa dovesse fare venivano impartite attraverso dei canali chiusi su Telegram: i coordinatori utilizzavano dei numeri di telefono russi e assegnavano a ciascuna delle persone “reclutate” dei compiti per diffondere la propaganda e ingannare gli algoritmi.“I coordinatori facevano chiaramente parte della rete di Ilan Shor, la stessa utilizzata durante le elezioni presidenziali (del 2024, ndr) per il voto di scambio. Una di quelle persone ci disse che il nostro target sui social network erano gli anziani. E che avevamo due strumenti per influenzarli: i soldi e le paure”.Come funzionano le “cyber-truppe” su TelegramCome ha spiegato Zaharescu, la formazione di queste “cyber-truppe” – come venivano chiamate dagli stessi coordinatori delle chat – è iniziata subito dopo le elezioni presidenziali in Moldavia del 2024. Il compito di Natalia era quello di pubblicare una serie di contenuti per promuovere una narrazione anti-europea. La ricompensa, dice, sarebbe arrivata direttamente da Mosca.“In uno dei messaggi ricevuti da uno dei coordinatori si leggeva: ‘Per il suo lavoro riceverà mele e caramelle – ha raccontato Zaharescu –. Poi mi hanno selezionato per il cosiddetto progetto Info-leader, dove ho lavorato un mese in cambio di denaro che avrei dovuto ricevere da una banca russa. Per poter ricevere quel denaro, però, mi hanno chiesto i miei dati personali”. Ed è stato in quel momento che sono venuti a galla i primi sospetti su di lei. I coordinatori, quindi, l’hanno rimossa dalla chat.Le informazioni raccolte fino a quel momento però sono state sufficienti per tracciare un quadro piuttosto interessante delle manovre di Mosca.Un piano orchestrato dal Cremlino per compattare l'opposizioneChe ci fosse un piano preciso orchestrato in Russia per compattare le forze di opposizione e sconfiggere la filoeuropea Maia Sandu alle presidenziali del 2024 e alle parlamentari di domenica, era cosa nota. Nell’aprile 2024 i membri di cinque partiti dell’opposizione filorussa della Moldavia si erano riuniti proprio nella capitale russa per creare un nuovo blocco politico, sponsorizzato da Ilan Shor. Nonostante ciò, alle presidenziali del 2024 Sandu è stata confermata con il 54% dei voti. Il referendum sull’integrazione europea è passato per un soffio.Tra le operazioni di disinformazione russa diffuse online, NewsGuard cita anche la Storm-1516, con contenuti che sono stati visualizzati su X (già Twitter) 17,7 milioni di volte e ripresi in 2.842 post online. Secondo NewsGuard, le fake news diffuse in questa campagna online avrebbero “contaminato” anche i principali chatbot di intelligenza artificiale, che hanno ripreso le narrazioni false seminate dal Cremlino rispondendo in modo errato a circa un terzo delle domande.Quindi, chi partecipa alla sfida elettorale?Maia Sandu, ex funzionaria della Banca Mondiale, laureata ad Harvard, ha fondato il partito riformista di centro-destra Pas (Partito d’azione e solidarietà) nel 2016. Uno dei suoi più stretti alleati è Dorin Recean, economista filo-occidentale ed ex ministro degli Interni, diventato primo ministro nel febbraio 2023.Oggi il Pas si ritrova ad affrontare una sfida decisiva da parte del Blocco patriottico, un’alleanza di partiti filorussi guidata dall'ex presidente moldavo Igor Dodon, che Sandu ha scalzato nel 2020. Il Blocco patriottico sostiene che l'integrazione europea rappresenti una minaccia per l'indipendenza della Moldavia e punta a tessere legami più stretti con la Russia.Il voto del 28 settembre si svolge in un clima di tensione e reciproche accuse di ingerenze. La Russia ha infatti cercato in vari modi di controbilanciare il forte corteggiamento europeo culminato quest’anno con il finanziamento record da 1,9 miliardi di euro, promesso da Bruxelles a Chisinau per sostenere l'integrazione della Moldavia nell'Ue.Nei giorni scorsi le autorità moldave hanno arrestato 74 persone sospettate di preparare disordini in vista del voto di domenica. Secondo gli inquirenti, le persone fermate sarebbero state addestrate in Serbia da forze di sicurezza russe.I sondaggi più recenti parlano di un esito incerto del voto di domenica e di un partito al governo che potrebbe avere difficoltà a mantenere la maggioranza.Le criptovalute per i finanziamenti elettoraliIl politologo Vitalij Andreevskij ha dichiarato a Deutsche Welle che “la Russia investe centinaia di milioni di dollari in Moldavia”. Somme che vengono “destinate alla campagna elettorale, ai partiti, alla stampa e all’organizzazione di varie azioni”.“E anche se le autorità moldave lottano contro il finanziamento illegale dei partiti, è impossibile chiudere tutti i canali”, sostiene Andreevskij.Nemmeno l’introduzione di multe salate sembra funzionare: attualmente, chi viene pizzicato nel processo di compravendita dei voti rischia 2.000 euro di multa.“Alcune somme di denaro vengono trasferite tramite i migranti che vivono in Europa – dice Andreevskij –. E poi usano molto anche le criptovalute. Senza dimenticare le aziende che lavorano o hanno lavorato con la Russia. Parliamo di centinaia di milioni di dollari che arrivano in Moldavia”.Accuse incrociate tra Chişinău e MoscaA poche ore dal voto, la situazione dunque è esplosiva. La presidente Maia Sandu ha accusato il Cremlino di aver “versato centinaia di milioni di euro” in Moldavia per fomentare la violenza e diffondere disinformazione e paura. Mosca invece, attraverso una nota del servizio di intelligence estero della Federazione Russa, alla vigilia del voto ha dichiarato che “l’Europa vuole occupare la Moldavia” e che si sta “preparando uno ‘sbarco’ della Nato nella regione di Odessa, in Ucraina, per intimidire la Transnistria”.Il futuro della Moldavia dipenderà quindi in gran parte dall’esito del voto. E Natalia Zaharescu, la giornalista che si è infilata nella rete dei troll russi, spera che il percorso di integrazione non si interrompa ora bruscamente. “È possibile che alcune delle persone coinvolte in quella rete di troll non si rendessero bene conto di dove si fossero cacciate – ha detto Zaharescu –. Ma si può sempre dire di ‘no, fermiamoci’, perché se interrompiamo il processo di integrazione europea, ci saranno delle ricadute su ciascuno di noi”.
Dentro la rete di troll sponsorizzata dalla Russia per influenzare le elezioni in Moldavia
La Moldavia è chiamata a elezioni. Come da tradizione per paesi che si trovano al confine tra Europa e Russia, i tentativi di Mosca di influenzare il voto sono sempre più social e digitali. Ecco come stanno agendo le cyber-truppe di Mosca










