Apochi giorni dalle elezioni, in programma domenica 28 settembre quando la popolazione è chiamata a rinnovare il Parlamento, lo spettro della disinformazione russa si aggira sulla Moldavia. Nelle scorse ore il governo di Chisinau ha trattenuto 74 sospetti, accusati di essere agenti filo-russi nel paese con lo scopo di destabilizzarlo in vista delle urne.

Complotto coordinato dalla Russia

Le autorità moldave hanno annunciato di avere arrestato decine di persone in un’operazione su larga scala contro un presunto piano sostenuto dalla Russia per istigare rivolte e destabilizzare il Paese. La polizia moldava ha dichiarato che il complotto per i disordini è stato «coordinato dalla Federazione Russa».

“Il nostro paese è in pericolo”

La premier Maia Sandu ha tenuto un discorso alla nazione per denunciare quanto sta avvenendo nel paese: «In tutta solennità – ha affermato – devo informarvi che la sovranità, l’indipendenza, l’integrità territoriale e il futuro del nostro paese sono in grave e immediato pericolo. Il Cremlino ha speso centinaia di milioni nel tentativo di destabilizzare e diffondere violenza e paura in Moldavia. Mi rivolgo a tutti i cittadini leali: non permettere la resa del nostro paese. (…) La Russia non agisce da sola, ha molti complici qui in Moldavia, traditori della loro patria che la venderanno per un profitto, come hanno fatto prima. Questi uomini non hanno un paese, non credono in Europa o in Russia, credono solo nel denaro. (…) Il Cremlino crede che siamo tutti in vendita, che siamo troppo piccoli e pochi per resistere, che non siamo nemmeno un paese. Ma la Moldavia è la nostra casa e la difenderemo».