Nel primo Mondiale dell’Africa vince Tadej Pogacar. Nono corridore della storia del ciclismo a fare back-to-back consecutivo, due ori in due edizioni, Zurigo 2024 e Kigali 2025. Spettacolare. Il campione sloveno, 27 anni, riscrive la storia in questo evento speciale che ha costretto tutti a lottare, non solo contro i rivali ma anche contro le condizioni complicate. Caldo, percorso durissimo con 5475 metri di dislivello, il più alto di sempre, timore della malaria e folla incredibile (mai vista). E chi se non lui, il re del ciclismo moderno e sempre più globale, poteva prendersi il titolo per entrare nella leggenda.
Eccolo, il trionfo. Dopo 267 chilometri di fatica – a oltre 42 chilometri medi di ora – , distribuiti in due circuiti senza un attimo di pausa, arriva al traguardo, è una maschera di fatica. Ma il solito sorriso e la tranquillità del più forte gli illuminano lo sguardo.Partito a -100 chilometri dal traguardo ha fatto il vuoto, "trascinando" solo il messicano Del Toro, compagno di squadra nella Ue. Poi crollato. I due hanno subito seminato Ayuso, compagno di squadra nell’Uae, il ribelle che a fine stagione emigrerà alla Lidl-Trek.
Così Tadej è andato avanti da solo per 66 chilometri. Ce l’ha fatta, di fronte ad un pubblico incredibile in un paese che potrà rappresentare il futuro delle due ruote. Come spiega Alessandro Ballan, che 17 anni fa nel 2008 a Verona si è preso l’ultimo titolo di un azzurro: «Quando impareranno ad allenarsi, ad alimentarsi in modo corretto, il Ruanda potrà presentare i loro corridori e vinceranno molto».













