Solo due regioni - Lazio ed Emilia-Romagna - applicano le linee di indirizzo ministeriali sull'aborto farmacologico del 2020, rendendo possibile prendere il secondo farmaco a casa. Lo afferma l'Associazione Luca Coscioni che, in occasione della Giornata internazionale sull'aborto sicuro che si celebra domenica 28 settembre, rilancia la campagna 'Aborto senza ricovero' con tavoli in 30 città.

Partita lo scorso maggio, la campagna, spiega l'associazione in una nota, "arriva in 30 città con l'obiettivo di deospedalizzare l'aborto farmacologico, portandolo in consultorio o poliambulatorio, garantendo alle donne la possibilità di prendere il secondo farmaco, il misoprostolo, a casa. La deospedalizzazione garantisce il diritto di scelta delle donne e permette di limitare i costi, evitando lo spreco di risorse preziose".

Sebbene in Italia sia possibile dal 2020, grazie all'aggiornamento delle linee di indirizzo ministeriali, questa possibilità secondo l'organizzazione è davvero garantita solo in due Regioni: "L'ostilità verso l'aborto farmacologico e verso la sua deospedalizzazione, che semplifica la procedura e ne riduce i costi, è - si legge - puramente ideologica e viola un principio fondamentale delle politiche di salute pubblica, quello dell'appropriatezza delle prestazioni. L'aborto farmacologico è sicuro ed efficace. Il ricovero non ne aumenta la sicurezza, ma ne moltiplica i costi".