La Sardegna è tra le prime regioni a rendere accessibile l'aborto farmacologico nei consultori, ma non solo. In via sperimentale sarà anche possibile accedere alla procedura a domicilio.In Italia, infatti, il diritto all'interruzione volontaria di gravidanza è sancito dalla legge 194 del 22 maggio 1978, ma spesso risulta difficile da esercitare a causa dell'obiezione di coscienza, della carenza di strutture e delle forti differenze tra territori.L’assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Armando Bartolazzi ha annunciato l’avvio di un percorso per applicare le linee guida nazionali del 2020 sull’aborto farmacologico. Queste hanno esteso la possibilità di assumere i due farmaci previsti – RU486 e misoprostolo – fino alla nona settimana di gravidanza (prima erano sette), prevedendo inoltre la somministrazione nei consultori e nei day hospital, senza costi per le pazienti.La giunta di centrosinistra guidata da Alessandra Todde, ha affidato alla Direzione generale della Sanità il compito di definire linee guida regionali per permettere l’accesso all’aborto farmacologico anche fuori dagli ospedali. La procedura sarà possibile nei consultori e negli ambulatori pubblici autorizzati, a patto che siano però collegati a una struttura ospedaliera. Sarà inoltre sperimentata l’assunzione domiciliare del farmaco, mantenendo però sempre il legame con la rete ospedaliera per assicurare sicurezza, continuità assistenziale e tutela delle pazienti. Prima che in Sardegna, questo tipo di sperimentazione era stata introdotto anche in Emilia-Romagna.Come funzionerà?Un tavolo tecnico, attivo presso la Direzione generale della Sanità, definirà nel dettaglio il nuovo percorso. Ne faranno parte ginecologi ospedalieri e territoriali, esperti di medicina territoriale e personale amministrativo. Le linee guida stabiliranno tutte le fasi: esami preliminari, somministrazione dei farmaci, visite di controllo, sempre in collaborazione con le strutture ospedaliere. È prevista anche la formazione del personale coinvolto e la registrazione obbligatoria delle procedure sulla piattaforma Gino++.I progetti pilota per l’assunzione del farmaco a domicilio partiranno invece nei prossimi mesi in una rete selezionata di consultori pubblici. Anche in questo caso, il percorso sarà completamente gratuito e garantito dal Servizio sanitario nazionale, con l’obiettivo di assicurare un’assistenza completa in ogni fase.I dati sull'interruzione volontaria di gravidanza in SardegnaSecondo la relazione relativa al 2024 del ministero della Salute sull’applicazione della legge 194, in Sardegna il 61,5% dei medici è obiettore. Solo il 38,1% degli aborti viene effettuato con metodo farmacologico, contro una media nazionale del 51,3%. Per quanto riguarda l’aborto chirurgico - una tecnica più invasiva e con maggiori rischi rispetto all’isterosuzione -, la Sardegna ha il tasso più alto di raschiamenti (21%).