Dal 26 al 28 settembre 2025 l’associazione Luca Coscioni lancia una campagna dal titolo “Aborto senza ricovero. Un diritto di scelta legittimo”, che prevede anche una raccolta di firme in molte piazze italiane in concomitanza con la giornata internazionale dell’aborto sicuro.

La campagna ha lo scopo di rendere effettivo, in ogni regione italiana, quello che è già possibile grazie alle linee di indirizzo ministeriali del 2020, e cioè procedure chiare, definite e uniformi per l’aborto farmacologico in regime ambulatoriale, garantendo alle donne la possibilità di prendere il secondo farmaco a casa. Eppure ancora troppe sono le donne che non hanno la possibilità in Italia di accedere a questa modalità per interrompere la gravidanza.

Di recente, al seminario sulla libertà che si è tenuto ad Altradimora nel quale ha preso parola anche Anna Pompili – una delle ginecologhe impegnate nella Coscioni sul tema dei diritti riproduttivi – molte tra le partecipanti si sono chieste con sgomento se arriverà mai il tempo nel quale le donne potranno smettere di preoccuparsi degli ostacoli che permangono sulla strada dell’autodeterminazione nella scelta di maternità, così come in quella dell’interruzione di gravidanza. L’accesso all’aborto farmacologico senza obbligo di ospedalizzazione, come già avviene in alcune regioni italiane, non è una questione secondaria: questo diritto, se pienamente garantito, tutela infatti non soltanto la libertà di scelta delle donne ma favorisce anche un uso più razionale delle risorse sanitarie.